Riarmo militare: Washington batte, Pechino risponde


Cinque giorni dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato l'aumento delle spese per la difesa, a Pechino il premier cinese Li Keqiang ha comunicato, prima del Congresso Nazionale del Popolo (NPC) che si terrà oggi, che il paese aumenterà il suo bilancio della difesa del 7 per cento, un aumento pari all'1,3% del suo PIL.

Tuttavia, anche se gli esperti stranieri sostengono che la Cina sottovaluti notevolmente i suoi dati, l'investimento cinese impallidisce comunque rispetto a quello degli Stati Uniti, la cui spesa per la difesa è di gran lunga maggiore, sia in termini assoluti e in percentuale del prodotto interno lordo.

A differenza di quello che si teme, il portavoce del Congresso Nazionale del Popolo. ha sottolineato che le forze militari cinesi sono concentrate solo su obiettivi difensivi e rappresentano un elemento di stabilità per l'Asia.

La Cina, che deve ancora affrontare numerose sfide regionali, tra cui le dispute territoriali con le nazioni vicine quali Vietnam e Filippine nel Mar Cinese Meridionale, vuole mantenere il suo vasto potere militare. Per giungere all'uopo sta inoltre effettuando la costruzione di fortificazioni delle isole della regione, al fine di ampliare le sue basi militari.

Nella regione si sviluppa un terzo del traffico marittimo mondiale e vi sono enormi quantità di petrolio e gas naturali. Le acque sono inoltre sostenute dalle Filippine, Vietnam, Malesia, Brunei e Taiwan. La Cina contesta anche la presa del Giappone sulle isole nel Mar Cinese orientale.

Il grande paese asiatico considera questa espansione come un suo diritto legale e un modo vitale per proteggere una delle principali rotte di navigazione del paese. 

Sono proprio le pretese di Pechino sulla maggior parte del Mar Cinese Meridionale una delle principali fonti di tensione tra Cina e Stati Uniti, così come tra la Cina e i suoi vicini.


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