Petrolio antico


Ancor prima che il colonnello Edwin Drake nel 1859 in Pennsylvania, compì la prima trivellazione, che diede poi il via allo sviluppo dell'industria petrolifera, il terribile idrocarburo, che sta avvelenando il nostro pianeta e che sta dissanguando le nostre finanze, sarebbe già stato usato in passato. Lo si apprende dalla rivista francese Archeologia dell'aprile 1976.

Il petrolio ed i suoi derivati naturali (bitume, nafta, asfalto) erano conosciuti sin dall'antichità e venivano utilizzati per differenti scopi. Il petrolio "ispirò numerose religioni antiche". I maghi sumerici interrogavano il suo trasudamento e le emanazioni del gas libero per leggere nel futuro.

In seguito, l'uso degli idrocarburi divenne sempre più razionale. A Roma attribuivano al bitume delle virtù terapeutiche miracolose. In effetti, secondo quanto afferma Plinio il Vecchio nel I° secolo dopo Cristo, questo prodotto era particolarmente adatto a curare i reumatismi articolari, l'asma e persino l'epilessia. Ma i Romani utilizzavano il petrolio anche per l'illuminazione, servendosene come combustibile per il riscaldamento centrale e il rifornimento di acqua calda nelle terme popolari di Costantinopoli. Essi lubrificavano i mozzi dei loro carri con il bitume, usato già in epoca preistorica dagli abitanti delle città lacustri delle Alpi per fissare le punte delle frecce.

Più tardi l'olio di nafta viene utilizzato per la composizione del "fuoco greco", un arma letale, la cui struttura rimase gelosamente segreta per diversi secoli e che a più riprese ha salvato Bisanzio dagli assalti dei Barbari.

Gli idrocarburi non erano conosciuti soltanto dai popoli dell'Oriente e del Mediterraneo. In America gli Atzechi, qualche secolo dopo, adoperavano una varietà locale di petrolio per diversi usi, specialmente per assicurare l'impermeabilità dei recipienti di terracotta, dei condotti e dei serbatoi. Bastoncini di bitume bruciavano come incenso, mescolati con erbe aromatiche. Il petrolio era usato nella pittura quando era necessario il colore nero.

E' nel paese degli Inca che troviamo le prime testimonianze relative allo sfruttamento razionale degli idrocarburi. Sulle sponde del lago Titicaca gli Spagnoli scoprirono, al loro arrivo, una delle prime raffinerie di petrolio conosciute. Il petrolio veniva raccolto in grandi recipienti di terracotta esposti al calore solare. Man mano che la temperatura saliva, il liquido colava e veniva travasato in recipienti sottostanti. Una distilleria di questo tipo fu rinvenuta a Talara, ancora oggi presente nel mercato petrolifero, in Perù.

Anche in Asia vi furono diversi esempi di sfruttamento degli idrocarburi. 2250 anni fa i Cinesi scoprirono un gas infiammabile e se ne servirono come di un combustibile pulito e poco costoso. Il gas era incanalato in tubi di bambù, le pipelines del tempo. I Babilonesi invece, secondo quanto detto da il geografo greco Stradone, vissuto a cavallo dell'era cristiana, avevano l'abitudine di bruciare l'asfalto liquido nelle loro lampade a fini di illuminazione. Gli Assiri l'impiegavano per accendere le torce e gli egiziani l'impiegavano, sotto forma di bitume, per la conservazione dei morti.

In Giappone si sono trovati pozzi di petrolio scavati nel 615. Ma è in Birmania, l'attuale Myanmar, che lo sfruttamento del petrolio sembra essere stato più fiorente: usato per il riscaldamento, l'illuminazione e la cottura dei cibi, veniva anche esportato nelle Indie... tale e quale come oggi.

Sempre nello stesso periodico francese, interessantissimo è quanto riferisce Jacques Ramin: "L'accensione accidentale del petrolio affiorante o del gas non poteva non essere notata e impressionare". Plinio segnala alcuni di questi fenomeni. A Faselide (antica città della Licia, in Asia Minore), scrive:" brucia il monte Chimera e la fiamma non si estingue né il giorno né la notte". L'acqua attizza i fuochi. Ancora nella Licia, i monti di Efesto s'incendiano non appena vi si accosta una torcia, tanto che i sassi e la sabbia dei ruscelli bruciano nel seno stesso delle acque...

Articolo from il professorechos.com

Immagine tratta da digitismi.blogspot.com


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