Il massacro dei Rohingya e la storia di Rajuma


Quello che segue è l'attualità di un popolo perseguitato e di un mondo brutale, verso il quale la nostra distratta, bella, ricca, e presuntuosa società getta una rapida occhiata e poi volta pagina... Ho già parlato di questo popolo QUI e continuo a farlo oggi, sul post della domenica, con l'illusione forse di svegliare le coscienze assopite a focalizzare questi ignobili atti perpetrati su uomini, donne e bambini come noi... (si fa per dire, purtroppo!)

I Rohingya del Myanmar (ex Birmania) stanno patendo sofferenze mostruose ormai da diverse generazioni e molti di loro (più di 500 mila) nelle ultime sette settimane stanno fuggendo dalle loro case verso i Paesi vicini, principalmente nel  Bangladesh. Tutti i villaggi della maggioranza musulmana dei Rohingya vengono spazzati via dal paese buddista del Myanmar. 

L'esodo arriva dopo le testimonianze dei sopravvissuti, i quali segnalano incidenti mirati, provocati dai "soldati governativi", che pugnalano bambini, tagliano le teste dei ragazzi, oltre a bande che violentano le donne e sparano su case e baracche granate da 40 millimetri, con intere famiglie messe a morte ed esecuzioni sommarie di maschi disarmati in decine di villaggi.

Il giornalista del New York Times Jeffrey Gettleman (vincitore del Premio Pulitzer e attualmente capo del South Asia bureau), ha segnalato vividamente la gamma dei rifugiati, gli incendi diffusi delle case, il rapimento sistematico di donne e le uccisioni brutali su uomini e bambini. 

Da un servizio dal campo profughi Cox’s Bazar, Bangladesh, Jeffrey Gettleman racconta la triste storia di Rajuma, una donna di 20 anni scappata dal Myanmar dopo essere stata violentata e vedendo tutta la sua famiglia assassinata in un attacco nel suo villaggio, Tula Toli.
 
Rajuma ha combattuto duramente come poteva per tenere tra le braccia il suo bambino Muhammad Sadeque, di circa 18 mesi. Ma un soldato afferrò le mani del piccolo, un altro  afferrò il suo corpo e un altro ancora lo ha gettato  nel mezzo di un incendio - lo hanno buttato giù", ha raccontato. Poi è stata trascinata nella sua casa dove lei e le sue sorelle, sono state ripetutamente e brutalmente violentate dai soldati. Le sue sorelle, il fratello e la madre sono state assassinate e lei ha perso la coscienza, svegliandosi più tardi per trovare la casa in fiamme e fuggire nuda nel bosco...