Brasile: la magra consolazione col business dei crediti di carbonio

Sebbene il Campionato del mondo di football sta portando tanto dolore ai brasiliani (il Brasile, beccando 10 gol nelle sue due ultime partite, ha sofferto la più devastante sconfitta dalla  Coppa del Mondo dal 1950), ci si può consolare sapendo che, nonostante le mille polemiche il Brasile, che ha nell'Amazzonia il polmone verde della Terra, ha vinto la sua sfida con l'Ambiente.
Irto di proteste il torneo FIFA è stato criticato per la sua mancanza di trasparenza, corruzione e livelli di spesa considerato incompatibile con le esigenze della nazione ancora in via di sviluppo nei servizi di base.

Tali polemiche hanno oscurato le azioni di sostenibilità intraprese dalla FIFA e dai dirigenti brasiliani, che includono l'intenzione di acquistare crediti di carbonio per compensare i 27,5 milioni di tonnellate di gas serra che sarebbero stati emessi dal Brasile dal momento in cui è stato scelto come paese ospitante sette anni fa.

Secondo le stime della FIFA, la Coppa del Mondo e suoi preparati si tradurrà in un totale di 27,5 milioni di tonnellate equivalenti di CO2 rilasciate in atmosfera. I gas serra emessi verranno principalmente dai viaggi internazionali (50 per cento) e viaggi domestici (33 per cento).
Le sedi rappresenteranno poco meno del 10 per cento delle emissioni.
Il governo federale brasiliano ha istituito un programma di certificazione di CO2 donazione da aziende private, che ha portato in compensazione di 394 tonnellate di CO2 equivalente.

Al momento, società brasiliane o filiali locali di multinazionali hanno donato 545.500 riduzioni di emissioni certificate (CER)  in risposta ad una campagna che, in cambio, ha offerto la pubblicità nei documenti ufficiali del torneo.

 Immagine: amazonwatch.org/