Irlanda: il grande stalattite delle meraviglie

Se vi capita di fare un viaggio in Irlanda, prima di tornarvene via, non dimenticate di andare a vedere uno spettacolo unico al mondo che vi lascerà senza fiato.

Basta andare nella regione magica Burren (che significa grande roccia),  un paesaggio carsico (uno dei più grandi paesaggi carsici d'Europa) nel nord-ovest Contea di Clare, vicino alle scogliere di Moher.


La regione è di circa 100 chilometri quadrati di superficie di calcare che rende molto difficile l'agricoltura. Oliver Cromwell (autore di un genocidio per gli irlandesi), ha avuto un tecnico dell'epoca  che ha descritto questa terra come una "terra selvaggia" con "non abbastanza acqua per far annegare un uomo, né un albero per impiccarlo, né un terreno per seppellirlo".

Il luogo è ricco di menhir e varie altre strutture megalitiche tra dolmen, tumuli, tombe a cuneo, e fortezze ad anello. Sono state rilevate più di 35 chilometri di gallerie sotterrane. Ci vorrebbero settimane, se non addirittura mesi per esplorarlo tutto.

Ma il luogo che va assolutamente visitato è la grotta di Doolin Co Clare che vi si arriva dopo aver disceso 120 scalini e una volta giù nulla potrà prepararvi per la grande sorpresa di vedere il più grande  stalattite dell'emisfero settentrionale, una meraviglia mozzafiato del mondo sotterraneo.


Fu riscoperto nel 1952 dagli speleologi JM Dickenson e Brian Varley. Lo visitarono in punta di piedi e senza dirsi alcuna parola per paura che la vibrazione delle loro voci avrebbe potuto frantumare il maestoso esemplare di 24 metri che si presentava "pronto come una vera e propria spada di Damocle".


George Bernard Shaw lo definì "una roccia impossibile e la più fantastica del mondo" e non esagerava.


Proprio ieri vi è stata la riapertura (era stato aperto  al pubblico dal 2006) del sito per poter vedere da vicino il grande stalattite. Rimarrà accessibile ai visitatori fino al 18 marzo.