I lemuri del Madagascar nell'isola di Sir Richard Branson


L'infaticabile ed eclettico miliardario britannico Sir Richard Branson ha deciso d'importare lemuri...  Si, come quel re Julien in Madagascar, nel bosco della sua isola ai Caraibi, dove vivranno liberi.

Il progetto ha allarmato i naturalisti che sottolineano come altri tentativi del genere si siano dimostrati disastrosi per la fauna nativa.

Ma il team di Sir Richard sostiene che per entrambi i lemuri che verranno dallo zoo si troveranno bene.

L'introduzione delle specie portate da un continente ad un altro per scopi di conservazione è virtualmente senza precedenti.

I lemuri si trovano solo nell'isola africana del Madagascar e molte speci sono minacciate, soprattutto a causa della deforestazione.

La minaccia si è aggravato sin da quando la caduta del governo del presidente Marc Ravalomanana due anni fa,  ha permesso al disboscamento illegale di prosperare.

"Abbiamo contribuito a cercare di preservare i lemuri, e purtroppo in Madagascar a causa del governo che è stato rovesciato lo spazio per i lemuri sta diventando sempre di meno", ha detto Sir Richard a BBC News dalla sua proprietà ai Caraibi. 

"Qui a Moskito Island abbiamo una bellissima foresta pluviale - abbiamo portato esperti dal da Sud Africa, che dicono che potrebbe essere un luogo assolutamente perfetto in cui può essere protetta la razza dei lemuri."

Moskito (scritto anche Mosquito) Island è una delle due isole che il miliardario possiede in British Virgin Islands (BVI)

L'altra sua isola è Necker, sede di un rifugio eco-turistico, dove il prezzo per un soggiorno è di circa 1.200 euro al giorno.

Purtuttavia, il Dr Stuart, presidente della International Union for the Conservation of Nature's Species Survival Commission (IUCN SSC), ha detto che il progetto di Branson potrebbe violare il codice della IUCN per i cambiamenti di posto - progettato per impedire il ripetersi di eventi disastrosi come l'introduzione di conigli e rospi della canna in Australia.

Tra le altre cose, si dice che questi cambiamenti di luogo non dovrebbero mai accadere in ecosistemi naturali.

La diatriba tra il miliardario e i naturalisti è quindi aperta.

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