La giornata dell'acqua che non c'è...


Il 22 marzo di ogni anno, sin dal 1992, si ripete la giornata mondiale dell'acqua, una ricorrenza patrocinata dall'Onu, il cui statuto invita le nazioni del mondo alla promozione di attività concrete per la salvaguardia e la diffusione dell'acqua all’interno dei loro Paesi. Peccato però che....

Ban Ki-moon, in occasione della XXVIII Giornata mondiale dell'acqua, che si celebra domani in tutto il mondo, traccia un bilancio circa la situazione del bene più prezioso che esiste, senza il quale non c'è vita possibile. Ban ricorda che 884 milioni di persone, oggi, non possono contare su un accesso a una fonte d'acqua al riparo da contaminazioni, mentre il 39% della popolazione mondiale non ha servizi igienici. Ogni giorno, poi, due milioni di tonnellate di liquami finiscono in acqua. "Con i mutamenti climatici, l'acqua pulita sarà sempre più scarsa", conclude.

Negli ultimi 50 anni, la quantità di acqua disponibile nel pianeta si è ridotta di due terzi, mentre è raddoppiata la quantità di terre improduttive

Oggi, il 30% delle terre emerse è irrimediabilmente inaridito, e un altro 12% è a forte rischio, anche a causa dell'abuso dei fertilizzanti. I 400 milioni di persone che oggi affrontano il dramma della desertificazione diventeranno un miliardo nel 2025.

Sempre a proposito dell'acqua, ieri c'è stata una manifestazione a Roma, con Verdi, Legambiente, il  Comune di Napoli e altri 150 sindaci, contro la privatizzazione dell'acqua.

In futuro, ma si può dire già oggi, l'acqua non è più considerata un diritto, bensì un bisogno da soddisfare e da procurarci con le nostre ricchezze. Pertanto, ciò indurrà gran parte dei paesi del Medio Oriente e di paesi africani con scarsità di acqua, a procurarsela in qualsiasi modo. Anche attraverso conflitti e piccole dispute, come dovette essere quella tra Leonardo da Vinci e Machiavelli nel 1503, rappresentanti di Firenze e Pisa, sul progetto di deviazione del corso dell'Arno fuori da Pisa. 


Ma come certamente oggi è molto più drammatica,  
la contrapposizione sorta tra il popolo dei Boscimani delle tribù Gana e Gwi ed il governo del Botswana, il quale ha illegalmente e forzatamente allontanato gli indigeni dalle terre ancestrali, ricche di diamanti, rame, nichel, sale, carbonato di sodio, cloruro di potassio, carbone, minerali di ferro, d'argento... negando loro persino l'accesso ad un pozzo d'acqua che tiene cementato da circa otto anni. Nel mentre però, le autorità economiche del Paese, attraverso il Pula Fund, un fondo sovrano che basa i propri asset sui diamanti, fanno affari investendo in azioni pubbliche e strumenti a reddito fisso nelle economie industrializzate e sviluppate...

Purtroppo, è proprio in questa diversa visione d'intenti che si racchiude il senso di tutta la questione basata sul sistema economico del nostro tempo, acqua compresa, considerata ormai, ahimè, alla stregua di una qualsiasi merce.



www.telegraph.co.uk/

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