La cattedrale di ghiaccio

Grandi quantità di acqua proveniente dalla fusione del ghiaccio hanno creato quello che i ricercatori hanno definito una "sensazionale" grotta sotto uno dei più grandi ghiacciai della Norvegia.

Lo scorso autunno alcuni ricercatori hanno scoperto la grotta sotto il Nigard Glacier, un prolungamento del massiccio glaciale dello Jostedal Glacier, il più grande dell'Europa continentale, che oggi fa parte dello Jostedalsbreen Nasjonalpark, istituito nel 1991, con un'area di 1310 km quadrati.

Da anni gli esperti si preoccupano dello scioglimento dei ghiacciai della Norvegia. Ora hanno trovato qualcosa che alcuni chiamano effetto secondario dell'attività di fusione. Non ho visto mai niente di più grande come la grotta che abbiamo scoperto, ha detto all'Aftenposten, l'esperto di ghiacciai Bjørnar Bjørhusdal.

Già nel 1970 era stata trovata una grotta, ma questa è di gran lunga più grande, ha detto invece Peder Kjærvik, capo del Centro d'informazioni sul ghiacciaio del Nasjonalpark.

Bjørhusdal, insieme ad un esperto locale di spedizioni guidate sul ghiacciaio, hanno trovato quello che loro hanno chiamato una "cattedrale di ghiaccio". Stavano controllando dei mutamenti nello spessore del ghiaccio, quando hanno notato una "porta" tra la terra e il ghiaccio: L'apertura della grotta è di circa cinque metri e all'interno è alta circa otto, profonda 20, 30 e larga 20 metri. Bjørhusdal ha descritto la grotta di ghiaccio come "fantastica", con bellissime stalattiti di un blu intenso pendenti dal soffitto. "Ma essa sta mutando di giorno in giorno" ha detto, notando che il ghiaccio è un fenomeno in movimento.

Si pensa che la grotta si sia creata a causa dell'aumento della temperatura: lo scioglimento del ghiaccio ha scavato delle gallerie che si sono poi ampliate per via dei flussi di aria calda.

Entrambi gli scopritori hanno però messo in guardia l'opinione pubblica ad entrare in queste grotte poiché, così come sono, possono essere molto pericolose, soprattutto in estate, dove tutto può crollare da un momento all'altro.

Immagine e fonte: www.aftenposten.no/